BASTA UNA FOTO
Da una tua foto ho capito, finalmente, dopo tanto tempo, che cosa davvero ci separava.
Io con il mio aggrapparmi al presente, col continuo rimandare il momento in cui avrei dovuto rassegnarmi a crescere, a prendermi delle reali responsabilità. Tu e la tua fretta di accelerare i tempi, di sentirti libero, realizzato, adulto. Forse per un breve momento ha visto in me quella maturità che tanto ti attirava. Ma il gioco è durato poco, e hai capito in fretta il mio bluff. Di adulto ho l'età e nient'altro.
E mentre tu tieni in braccio sorridente e un po' goffo il tuo bambino appena nato, io cerco di raccogliere e mettere insieme i tanti frammenti della mia esistenza al rallentatore.
Un tempo avrei voluto che quel bimbo fosse il mio.
E invece adesso, non so nemmeno se un bimbo ce l'avrò mai.
UN SOGNO CHE SI AVVERA
Esiste un ottimo motivo per uscire di casa andare all'Idroscalo a farsi mangiare vivi dalle zanzare. E' lo stesso ottimo motivo per cui si rimane aggrappati con i denti alla quarta fila di distanza dal palco di un carichissimo concerto dei Korn, in salvo solo per pochi centimetri dall'area del pogo selvaggio, sotto una pioggia che dura da ore. Il senso di stupore e la bocca spalancata per la meraviglia di ascoltare un qualcosa che proprio non ti aspetteresti:
tra l'altro subito seguita da
(filmati tratti dal concerto parigino allo Zénith perché non ci sono riprese valide di quello di Milano)
E' il senso di totale paralisi nel vedere realizzate, da chi le ha create, le colonne sonore dei tuoi ultimi anni, quelle che ti hanno accompagnato nei momenti tristi come in quelli di felicità assoluta, e che sono diventati una piccola parte di te. Sono le lacrime che scendono senza che te ne accorgi. Il fatto di non poterle condividere con nessun altro le rende ancora più speciali. Come se fossero state scritte apposta per disegnare quel qualcosa che c'è dentro di te e che da sola non sapresti come tirare fuori. La mer è uno dei pezzi più belli scritti dai NIN, e il loro personale regalo per me, che sono finalmente riuscita ad andarli a vedere.
Non è stato l'unico concerto di questa movimentata estate. Ma il migliore, senza ombra di dubbio.
La musica live è tornata a emozionarmi.
INTERVENTO INSENSATO FINE A SE STESSO
Non so con esattezza da quando sia successo, ma dal momento in cui ho smesso di voler per forza dimostrare qualcosa a qualcuno (qualsiasi fosse la cosa e qualsiasi fosse il qualcuno), ho iniziato a vivere meglio. Perché affermare di avere una grande forza di carattere? Perché impegnarsi nel cercare sempre di primeggiare su qualcun altro? Qualcuno la chiamerebbe ambizione, e forse in alcuni contesti avrebbe anche ragione. Ma nella maggior parte delle volte è pura semplice illusione, camuffata da presunzione.
Il leit motiv di queste ultime settimane, dopo la vacanza a New York (accompagnata alla cocente delusione di non partecipare più all'E3, come invece all'inizio mi era stato assicurato) è quello di una graduale ma costante riappacificazione con il mondo. Sto cercando di recuperare il piacere di stare con le persone, anche quelle che mi hanno deluso, anche quelle che non mi piacciono. Si sa mai che trovo qualcosa che mi piace. Sto tenendo a freno la lingua, soprattutto sul lavoro, dove vedo troppe cose che non mi piacciono, situazioni gestite alla cazzo, disparità di trattamento.
Ecco, sto lavorando un sacco, e mi hanno anche chiamato a fare la scrutatrice. Sto per andare a cenare... e non vedo l'ora di andare a dormire.
Se non fossi sempre così stanca...
RESTART.
Scrivo dopo settimane e settimane di silenzio perché mi piacerebbe che questo blog tornasse a essere quel luogo preferenziale in cui raccontare le mie cose, indipendentemente da chi potrebbe leggere e che cosa potrebbe pensare di me. Ultimamente per me lo scrivere è diventato puro esercizio di stile, e questo non va bene.
Come facevo ormai quattro anni fa in questo periodo, ascolto il nuovo singolo dei Planet Funk. Una specie di segnale in codice che la primavera sta davvero cominciando...
Domani mattina parto per Parigi. E' la terza volta che faccio le valige quest'anno, e mi attendono ancora diversi aerei nei mesi a venire. In questo caso specifico, come l'anno scorso, devo andare a un congresso che mi vedrà per due giorni rinchiusa in una sala buia a sentire gente che parla di blu-ray e prospettive di mercato.
Ci sarà domani pomeriggio per vedere una cosa (UNA!!) di Parigi. Ci sarà il solito cenone di gala nel solito posto fighissimo, e io riciclerò bellamente il solito vestito, quello dell'anno scorso...
Ci saranno le pause a té e tramezzini, ci sarà la capatina dal kebabbaro a sera tarda, ci saranno le 800 fermate della metro per arrivare dal Charles de Gaulle al sud della città, ci sarò io che a differenza dell'anno scorso non mi lascerò prendere dal panico tipico di chi non conosce niente e nessuno e riuscirò a godermi i rari momenti di relax. Creandomeli, se necessario.
E alla fine arrafferò il mio bottino di dvd e blu-ray. Dopo le interminabili partite online a Resistance, il mio monolite nero ha fame di cinema....
È NATA UNA STELLA
E' incredibile quanto avere un cucciolo per casa mi abbia cambiato la vita.
Non nascondo che le prime settimane tutta la mia famiglia è entrata nel caos totale. Un cucciolo in effetti è un gran casino, in tutti i sensi. Non riesce a dormire da sola, sembra avere sempre fame, sporca un po' ovunque, mordicchia di tutto (mobili, calzini, caviglie, polsi, dita). Bisogna abituarsi che c'è anche lei che reclama la sua bella parte di attenzione e di tempo libero e tu che magari sei abituata a farti i fatti tuoi sempre e comunque devi rivedere qualche schema mentale.
Poi, con un po' di pazienza, il suddetto cane impara a riportarti la pallina, si siede a comando e si addormenta sulle tue ginocchia mentre guardi X-Factor. E ti ritrovi a pensare che avere un cane potrebbe non essere stata la pessima idea che ti era sembrata solo poche ore prima.
Mi sono sentita spesso sola gli scorsi anni. Molte persone mi hanno deluso e continuano imperterrite a farlo, come se ciò che le circondasse non fosse affar loro, come se vivessero solo in funzione di se stesse, avulse da tutto il resto. Persone che non capisco e che non mi capiscono. Persone che non capisco come possa mai avere capito in passato. Frasi che scrivo e non capisco ma che forse hanno un senso se vengono capite da chi le deve capire. :)
Invece con lei non c'è bisogno di capire un bel niente. Nella mia vita un cane ci voleva molto prima...
BUONE FESTE...
... da me e dalla mia Stella!

Un auto-regalo di Natale piuttosto impegnativo... ma come dire di no a due occhietti così... :)
TANTI AUGURI.
È praticamente Natale, ma sono pochi i pensieri natalizi che mi vengono in mente. Altrettanto pochi sono i pensieri di affetto. Sempre crescente è la rabbia, a volte anche il disprezzo, per le persone che mi hanno ferito in questi ultimi mesi e ancora continuano a farlo, in modo del tutto gratuito.
Fa male pensare che sono in teoria, è in teoria, una delle persone a cui dovrei più tenere al mondo, e invece non gli ho rivolto la parola per mesi... e dopo stasera lo ignorerò come ho fatto per tutto questo tempo, come si merita che sia. Perché non voglio averci niente a che fare, voglio sottolineare che sono il più distante possibile da ogni cosa che lo riguarda.
Stanno per cominciare le vacanze e io sono triste. In maniera astratta, nebulosa, deviante. Percepisco un forte disagio nello stare in famiglia, specialmente con determinate frange del parentado. Un disagio che sento da quando sono poco più che una bambina, e alla timidezza accompagno un senso di inadeguatezza che mi rende da sempre bersaglio fin troppo facile delle critiche di persone alla ricerca di un capro espiatorio. Forse se si spingessero solo qualche millimetro al di là delle loro posizioni preconcette forse si accorgerebbero che non sono poi la perdente sfigata che vive nelle loro teste. Ma è altrettanto vero che non credo la cosa interessi più di tanto. La mia posizione all'interno della mia stramba famiglia è sempre stata quella di parente di serie B, di pecora nera quasi, e anche se questa cosa mi ha fatto soffrire molto in passato, col tempo ho imparato a fregarmene e a ignorare chi mi faceva sentire in quel modo.
Ecco, tra pochi giorni li devo riaffrontare e non sono pronta. Non sono abbastanza forte, né mi sento abbastanza "vincente" per il minimo sindacale richiesto in queste occasioni.
Vorrei solo essere lasciata in pace, cazzo.
60 COSE CHE NON SAPETE DI ME... O FORSE SÌ?
1. Sono introversa e silenziosa. Mi piace ascoltare e osservare.
2. Sono figlia unica e fin da piccola sono stata abituata a stare da sola. E' è forse una delle cose che mi porto dietro da maggior tempo e con maggior urgenza, la necessità di ritagliarmi i miei spazi di solitudine, il desiderio pressante della libertà di poter fare ciò che voglio senza dover rendere conto a nessuno.
3. Sono sempre stata molto insicura, delle mie capacità, del mio aspetto fisico... ma se prima ero alla costante ricerca di conferme, adesso mi sembra di avere una percezione più obiettiva di me e non ho bisogno di continui cenni di approvazione per stare bene con me stessa. Questa cosa ha migliorato la qualità della mia vita in misura incalcolabile.
4. Mi piace provare cose nuove. Da poco mi sono iscritta al corso base di shiatsu: torno a casa e mi esercito su chi mi capita a tiro. Mi piace l'idea di poter fare qualcosa che possa aiutare gli altri a stare meglio. Faccio così poco per gli altri.
5. Per lo stesso motivo anni fa avevo seguito un corso per entrare come volontaria in Croce Bianca. Dopo aver sostenuto l'esame di teoria ho dovuto mollare perché mi sono resa conto che ero ipocondriaca e conoscendo i sintomi di ogni malattia rischiavo di prendermi infarti immaginari un giorno sì e l'altro pure.
6. Detesto le persone che mi rispondono male per noncuranza o per il semplice gusto di farlo. Le detesto soprattutto perché non riesco a comportarmi nello stesso modo con loro.
7. Ho in genere poca fiducia nelle altre persone. Ho i miei motivi.
8. Credo che il passare del tempo e le esperienze mi stiano facendo diventare più forte.
9. Tuttavia sono convinta che la bellezza di una persona stia soprattutto nelle sue fragilità, nelle sue piccole debolezze e difetti che la rendono umana. Mostrare il lato debole è un'arma a doppio taglio: la paura è sempre quella di non essere accettati per come si è, anche nei confronti di chi si ama.
10. Sono gelosa. Il mio uomo è mio e sono disposta a difendere il mio territorio con i denti, se necessario. Purtroppo soffro anche di gelosia retroattiva: vedo sempre il rapporto con le ex problematico, forse perché quasi tutti i miei ex sono stati un problema, in un modo o nell'altro,
11. Non sono ordinata ma sono di una precisione che rasenta il disturbo mentale. Come le due cose riescano a convivere rimane un mistero.
12. Mi affeziono facilmente. Da qualche anno mi sono resa conto che non tutte le persone meritano il mio affetto, e non mi sbatto più per ricucire certi rapporti. Quando mi accorgo che la presenza di qualcuno ha il solo ruolo di ammorbarmi la mia vita, lo depenno, di solito senza rimpianti.
13. Ho una dipendenza fisica da cose salate, vivrei di patatine, salatini, bruschette... Sto diventando maledettamente golosa...
14. Mi sento atipica rispetto a molte ragazze della mia età per passioni, opere e omissioni. A 32 anni sono ancora idealista. Anche se un po' disillusa.
15. Mi piace tantissimo baciare, ma sono così pochi gli uomini che sanno baciare come Dio comanda!
16. Adoro dormire e in genere poltrire a letto. Se fuori si sente lo scrosciare della pioggia, ancora meglio. Con un temporale è il massimo.
17. Ancora non riesco a perdonarmi di avere mollato il pianoforte. Ma non riesco a riprendere.
18. Da quando da bambina mi sono cresciuti, non ho più tagliato i capelli corti, non credo starei bene. Fino a qualche mese fa li portavo lunghissimi, poi ho fatto un intervento radicale e ora mi arrivano poco sotto le spalle. È la prima volta che vivo un taglio di capelli come una liberazione!
19. Non ho mai imparato ad andare in bici senza mani. Né a far girare l'hula hop. Né a fischiare con le dita. Né a fischiare in generale...
20. Se dovessi rinascere, vorrei rinascere donna. Mi piace esserlo, anche se a volte è tutto tremendamente più complicato.
21. Prima di prendere la patente avevo una paura matta di guidare, ancora adesso i lunghi viaggi in auto mi mettono ansia, preferisco treno e aereo.
22. Non sono mai salita su una moto in vita mia :-O
23. E' abbastanza facile riuscire a farmi ridere. E' altrettanto facile farmi piangere.
24. Ho la lacrima facile. Piango per qualsiasi stronzata: perchè sono triste, perché sono troppo felice, perchè vedo piangere qualcuno, perché mi commuovo, perché mi torna in mente qualcosa, perché sono arrabbiata, per una puntata di Lost, per una canzone... le lacrime sono uno dei miei strumenti per ristabilire un equilibrio perduto. Sono efficaci, anche se a volte spiazzano chi mi sta vicino. Ma ci sono state occasioni in cui mai e poi mai avrei voluto che qualcuno mi avesse visto piangere.
25. Ho un pessimo rapporto con i conflitti. Non sono capace di gestirli e passo sopra ai torti come se niente fosse successo... fino a quando arriva la classica goccia che fa traboccare il vaso e allora mi incazzo tantissimo. La fase acuta dell'incazzatura mi passa subito, ma i postumi me li porto dietro a lungo, sotto forma di forte disagio.
26. Da qualche mese sto cominciando a pensare al matrimonio senza essere travolta dal senso di orrore, anzi. Non mi sento ancora pronta per avere dei bambini.
27. Alterno fasi iperattive in cui andare a dormire è solo una perdita di tempo tra le mille cose da fare, ad altre in cui sono dominata da una pigrizia e svogliatezza assolute.
28. Non mi piace parlare al telefono. Non telefono quasi mai a nessuno, se non per lavoro, e anche lì con grande malavoglia.
29. Detesto gli sprechi di carta, e provo antipatia immediata e viscerale per chi non si cura dell'ambiente nemmeno con i semplici gesti quotidiani, come ad esempio scrivere su entrambi i lati di un foglio invece che buttarlo semivuoto.
30. A 9 anni sono stata operata d'urgenza di peritonite e ho rischiato di morire. Il ricordo di quel mese passato in ospedale è una grossa orribile cicatrice sulla pancia, di cui però non mi sono mai vergognata. E' la mia personale ferita di guerra :-)
31. I miei genitori sono anziani, potrebbero quasi essere i miei nonni. Da quando verso gli 8-9 anni ho scoperto la morte, ho sempre avuto paura che se ne potessero andare da un momento all'altro. Ho passato anni a pregare che questo succedesse il più tardi possibile, sono le persone che amo di più al mondo.
32. Anche se a volte la trovo insopportabile e abbiamo modi di pensare lontani anni luce, mi piace fare cose insieme a mia madre. Come ad esempio girare per i mercatini, andare a fare shopping, cucinare, curare le piante, fare le parole crociate, guardare la tv...
33. Con mio padre invece c'è un rapporto più distaccato e conflittuale. Data anche l'età si comporta da "padre padrone", vuole avere sempre tutto sotto controllo e fatto come vuole lui. Ma stimo moltissimo il suo percorso di vita e la sua intelligenza: ha studiato fino alla 5a elementare eppure è più sveglio e ironico di tanti laureati che conosco.
34. Soffro di ritardo cronico di 5 minuti. Diciamo che quando mi preparo per fare qualsiasi cosa, nelle mie previsioni ci metto sempre 5 minuti meno rispetto a quanto accade nella realtà. Son problemi.
35. Per lavoro viaggio spesso e mi piace spostarmi, ma certe sere pantofolaie passate semplicemente a cazzeggiare in casa sono impagabili.
36. Sono negata per qualsiasi tipo di sport, eccetto forse il nuoto e il ping pong (accetto sfidanti!). Quando da bambini si facevano le squadre, per qualunque tipo di gioco, ero sempre l'ultima ad essere scelta. Non ci rimanevo male: rendevo conto dei miei limiti e la prendevo con filosofia.
37. Sono stata spesso definita un maschiaccio. Forse è un po' per l'atteggiamento duro che ho a volte, forse è per i miei gusti, forse è per l'abbigliamento, raramente metto i tacchi e non mi trucco quasi mai (è perché non sono capace). Eppure io mi sento femminile.
38. Una prova? Ho l'ossessione delle borse, ne continuo a comprare anche se poi non le uso. Le accumulo nell'armadio come uno scoiattolo farebbe con le ghiande per l'inverno. Prima o poi torneranno utili...
39. Non ho mai tradito. Ma non perchè sia una santa o qualcosa del genere, è che mi fa stare male pensare di ingannare qualcuno che ha fiducia in me.
40. Di conseguenza sono leale. Difficilmente dico qualcosa che non penso, piuttosto taccio. Non indosso maschere e credo che questo in alcune situazioni mi penalizzi.
41. Non mi vedo bella. Però ci sono occasioni in cui mi ingegno nel trovare i modi per valorizzarmi e sembrarlo. Mi piace talvolta giocare a fare la "fatalona", anche se non ci sono per niente portata ed è faticosissimo sostenere la parte in modo credibile :-D
42. Da bambina preferivo giocare (a qualunque cosa) e disegnare/ritagliare/incollare/fare lavoretti/imparare qualcosa come fare le torte o lavorare a maglia piuttosto che guardare i cartoni animati. Ho passato un'infanzia felice.
43. Alle elementari ero brava, precisa e ordinata: i miei quaderni andavano giornalmente alla maestra della sezione B per fare lo stesso programma in entrambe le classi. Allo stesso tempo ero vivace e casinista, venivo spesso messa in castigo, spedita in piedi vicino alla cattedra, fuori dalla porta dell'aula, in banchi isolati dal resto del mondo ecc...perchè "disturbavo".
44. Ho sofferto per un paio d'anni di un fastidioso e angosciante problema cardiaco, che ha limitato parecchio la mia vita di quel periodo. Adesso sto bene, ma sono sempre attenta a condurre uno stile di vita il più sano possibile.
45. Da quando ho cambiato ufficio ho smesso di andare in palestra e ho deciso che con la bella stagione mi sarei tenuta in forma andando al lavoro in bici. Ma piove sempre!
46. Non do eccessiva importanza alle cose materiali, potrei separarmi quasi da qualsiasi oggetto che possiedo.
47. Dal 1989 al 2004 ho tenuto un diario, che aggiornavo più o meno regolarmente e in cui scrivevo i miei casini sentimentali e non solo. Quella pila di agende scritte fitte fitte è forse una delle poche cose che cercherei di salvare se mi andasse a fuoco la casa o qualcosa del genere.
48. Non mi sono mai ubriacata al punto di avere vuoti di memoria (sto male prima), non fumo, non ho mai fatto uso di droghe (nemmeno una semplice canna), non bevo neppure il caffé (vedi punto 44). Sono la classica noiosa brava ragazza.
49. Sono pigra e felice di esserlo.
50. Uno dei motivi per cui mi piace l'estate è che posso mettere le infradito!
51. Sono angosciata dal trascorrere del tempo. Mi sembra che tutto vada così velocemente... troppo. Mi sembra sempre di essere indietro rispetto a quello che dovrei aver già provato e vissuto alla mia età. Forse dovrei iniziare a drogarmi, asd.
52. Da tre anni porto avanti una squadra di fantacalcio senza capire niente di calcio. Ho vinto una Coppa Italia e due Supercoppe, quest'anno anche grazie a maggico maggico Ibra. Ma il mio pupillo resta Di Natale.
53. Quando avevo 19 anni (quasi dieci chili fa!), sono stata contattata da un'agenzia di moda per fare un corso e diventare indossatrice. Dopo un paio di provini i sono resa conto che era un ambiente che mi metteva a disagio e non ci sono più andata. A volte mi chiedo come sarebbe cambiata la mia vita se avessi proseguito... ma non ho rimpianti.
54. Non credo di aver ancora trovato la mia strada. Ce ne sarà effettivamente una per tutti?
55. Mi piace il mio lavoro ma non mi piace il 70% dei miei colleghi. Con loro ho dei rapporti freddamente cordiali che si limitano agli scambi di lavoro e poco altro. Un po' me ne dispiace perché nell'azienda dov'ero prima ho conosciuto persone meravigliose.
56. Non credo di essere particolarmente brava sul lavoro, ogni giorno che passa mi rendo conto dei miei limiti, di quante cose dovrei sapere/saper fare e non so. E' una sfida continua con me stessa per dimostrarmi che me la so cavare, che riesco a trovare risorse anche dove non ce ne sono... a volte ce la faccio, altre no.
56. Sto leggendo meno libri, vedendo meno film e ascoltando meno musica di quanto vorrei. Non ho scusanti per questo.
57. Rispondo agli sms anche con giorni di ritardo. Mi dimentico, non è che lo faccio apposta... In certe occasioni ho dei vuoti di memoria davvero imbarazzanti.
58. Non ha mai capito che cosa ci trova la gente nei dinosauri. O negli alieni. O in Spielberg.
59. Mi sono accorta che sorrido spesso, anche a chi non conosco.
60. Mi ritengo una persona molto fortunata, e in questo momento anche molto felice.
(copia-incollata da un documento di word che stava per andare perso...)
I don't wanna talk
About the things we've gone through
Though it's hurting me
Now it's history
I've played all my cards
And that's what you've done too
Nothing more to say
No more ace to play
The winner takes it all
The loser standing small
Beside the victory
That's her destiny
I was in your arms
Thinking I belonged there
I figured it made sense
Building me a fence
Building me a home
Thinking I'd be strong there
But I was a fool
Playing by the rules
The gods may throw a dice
Their minds as cold as ice
And someone way down here
Loses someone dear
The winner takes it all
The loser has to fall
It's simple and it's plain
Why should I complain
But tell me does she kiss
Like I used to kiss you?
Does it feel the same
When she calls your name?
Somewhere deep inside
You must know I miss you
But what can I say
Rules must be obeyed
The judges will decide
The likes of me abide
Spectators of the show
Always staying low
The game is on again
A lover or a friend
A big thing or a small
The winner takes it all
I don't wanna talk
If it makes you feel sad
And I understand
You've come to shake my hand
I apologize
If it makes you feel bad
Seeing me so tense
No self-confidence
But you see
The winner takes it all
The winner takes it all...
IL FANTASMA.
Ai tempi delle superiori, a volte, sul pulman che prendevo per andare a scuola c'era un tizio carino. Ok, non era carino. Era un figo da paura, e per di più scendeva alla mia stessa fermata. Mai visto in giro, e non c'era modo di sapere chi fosse e nemmeno dove abitasse di preciso. Un fantasma.
Ora, per qualche motivo misterioso che mi resta tuttora oscuro, dopo qualche anno, quando vado per i 18, questo gran gnoccone comincia a uscire con i miei amici dell'epoca e, manco a dirlo, non solo inizia a salutarmi, ma mi parla anche.
Scopro che andiamo d'accordo. È un figo spaziale e non se la mena. È simpatico. E io prontamente mi informo presso mio cugggino (e mio cugggino notoriamente sa tutto) sul suo status sentimentale.
Scoraggiata dalle informazioni che ne ottengo ("Ma ha la ragazza?" "Una? Diciamo che ne ha una decina!"), inizio a pormi delle questioni di carattere morale su quanto è riprovevole che io faccia parte della decina in questione, magari classificandomi in fondo alla top ten. Giammai.
Però lui è davvero carino.
Però è anche vero che io sono dannatamente poco popolare.
Ripensandoci, però, qualche debole segnale me lo lancia.
Come quel sabato che decide di andare a fare shopping insieme ad altri amici, e mi chiede di unirmi a loro. Ho già un altro impegno. O come quell'altra volta, di domenica, che mi invita ad andare al cross, perché -scopro con grande sorpresa- lui fa gare di motocross. Io andrei anche, ma non ho né la patente né qualcuno che mi ci porti. O come quell'altra volta ancora, che insiste per farmi bigiare una mattina per andare io e lui (da soli!) a Como... Ma figuriamoci se io, studentessa integerrima dei miei stivali, mi lascio portare sulla cattiva strada da un figo spaziale qualunque. Ma neanche a pensarci.
Succedono tante altre cose, dalle interminabili sfide a tetris in sala giochi in cui vinco sempre, a lui che per girarsi a parlare con me (alludendo, se ricordo bene, a ipotetiche docce da fare insieme), non vede un palo e ci si schianta addosso con la bici. Succede tutto questo e molto altro, e tutto proprio sotto il mio naso.
E io? Niente. Le sue battutine sempre più allusive mi fanno piacere (un sacco di piacere), ma semplicemente non le prendo sul serio.
Ho pure il coraggio di sentirmi ferita quando qualche mese dopo me lo vedo arrivare alla festa del paese che si tiene per mano con un'altra.
Oggi sono passata dal cross in macchina, e mi è tornato in mente questo Matteo, che di lì a un paio di anni sarebbe sparito nel nulla proprio come dal nulla era apparso. E' mai esistito? Non ho nemmeno una foto a testimoniarlo. Mi ricordo che aveva un'adorabile erre moscia e un paio di occhi nocciola bellissimi.
In prospettiva non mi sarebbe diaspiaciuto affatto far parte della sua "top ten", ma cosa mi aspettassi da questo ragazzino, boh. Promesse d'amore eterno? Lui che elimina una a una le altre nove della lista? Lui che mi si inginocchia davanti con in mano un solitario? Lui che si mette a piangere supplicandomi di metterci insieme? Sta di fatto che mi piaceva e l'ho scoraggiato in ogni modo umanamente concepibile. Perché sono una cretina.
Se ci sono voluti quasi 15 anni per arrivare a questa geniale intuizione... aspetto i 45 per scoprire quali entusiasmanti rivelazioni avrò sulla mia situazione attuale.
Certo che arrivarci un po' prima...